Degustata da : Elena Poli e Carlo Iervolino
sabato 20 aprile 2013
Villa Favorita 2013
Degustata da : Elena Poli e Carlo Iervolino
Helles Diablo - Croce di Malto/Birrificio Amiata
Ritorniamo su Croce di Malto. Ne ho parlato poco tempo fa ma dopo una serata di degustazione presso la birroteca "sopra la media" di Voghera alla presenza del mastro birraio Federico, non posso non parlare di questo prodotto : helles diablo.
Questa birra nasce dalla collaborazione di Croce di Malto e Birrificio Amiata.
Per darvi un indicazione di massima, Federico dice che pensava ad una bella amatriciana e a qualcosa da berci insieme che la ricordasse.
Nel bicchiere troviamo un bel color oro ed una buona schiuma.
Ma il punto forte comincia dal naso. Oltre ad una affumicatura che non risulta invadente appare invece in tutta la sua chiarezza il peperoncino fresco. Sembra di aver in mano un peperoncino e di averlo passato sotto il naso. Un abbinamento al naso (affumicato e peperoncino) strano ma davvero efficace.
Non lasciatevi impaurire in vista del primo sorso!
In bocca ritroviamo subito l'affumicato, che anche in bocca si comporta con gentilezza, ed il peperoncino.
Il peperoncino appare, sia come al naso, con una sensazione di verdura fresca, sia con la parte piccante. Parte piccante che non è esagerata, che appare immediatamente ma poi si nasconde per rimanere a fine bevuta nella parte alta del palato ma senza dar fastidio.
Pur essendo anche questo un prodotto di "confine", si tratta di un ottimo prodotto, ben fatto, che consiglio di provare a chi ha una passione per la birra.
L'equilibrio di questa birra non è casuale ma frutto di una lunga ricerca e prova con vari peperoncini.
Complimenti ai mastri birrai!
Cervoisier : Alex Scalco
mercoledì 10 aprile 2013
Open Mind - Birrificio Montegioco
Dire qualcosa delle birre di Riccardo Franzosi, mastro birraio dell'anno, appare quasi superfluo. Sicuramente le mie parole non aggiungono valore ad una serie di prodotti ormai riconosciuti anche fuori dagli italici confini.
Come al solito non vi darò una scheda tecnica ma le mie sensazioni.
Open Mind è a mio modesto parere un prodotto di confine, una "border birra". A differenza di molti prodotti di confine che appaiono come esperimenti mal riusciti, qui ci troviamo davanti ad un signor prodotto.
Si tratta di una birra a cui viene aggiunto a fine bollitura mosto di uva barbera (uva proveniente da "La Colombera" di Elisa Semino). (da etichetta circa il 20%)
Schiuma abbastanza fine e abbondante. Colore che vira deciso sull'ambrato, limpida con lieviti in sospensione.
Passiamo al naso. troviamo abbondantemente il fruttato ed il floreale tipico di birre importanti con una evidente e gradevole note vinosa. L'uva barbera è riconoscibilissima. Proprio queste note vinose rendono particolarmente intrigante già al naso questa birra. La nota vinosa pur essendo evidente non è così invadente e questo particolare da molto equilibrio a questi due "mondi opposti".
In bocca abbiamo lo stesso rimando unito ad ottimo corpo. Fruttato e nota vinosa. La nota vinosa mette sul piatto la parte dolce dell'uva che va a far gruppo con il maltato e il fruttato della birra. In questa situazione di evidente minoranza il luppolo tende a "nascondersi". Il finale è comunque piuttosto secco.
Alcool 7,5 % ma non si direbbe.
Un prodotto davvero notevole. Io lo porto sempre in offerta quando sono invitato a cena.
Il risultato è assicurato!
Cervoisier : Alex Scalco
martedì 2 aprile 2013
Gouden Carolus Van De Keizer 2009
Nuova degustazione con Carlo Iervolino di una super birra: birrificio Het Anker birra Gouden Carolus Cuvee Van De Keizer 2009. Prodotta in edizione limitata il 24 febbraio di ogni anno nel giorno del compleanno dell'imperatore Carlo V amante di queste birre, per commemorarne il ricordo. Si tratta di una Belgian Strong Ale. Alta qualità nel rispetto della tradizione. Vengono impiegati per produrla solo luppoli di origine belga che, assieme all'alto tenore alcolico, sono garanzia di ottima durata nel tempo del prodotto. Il colore e' un bel marrone scuro con una schiuma compatta, frutto di ottimi lieviti, color nocciola. Al naso ci colpisce per la varietà di sentori e per la stupefacente freschezza ( l'annata e' 2009...). I sentori individuati vanno dalla frutta matura ( prugna, uva passa) alla caramella mou ed allo zucchero di canna. Come ultima nota sentiamo un leggero profumo di ruggine che ci solletica il naso. In bocca un sapore dominato dalla dolcezza ben bilanciata da note amare ottimamente dosate e da una leggera freschezza. Per via retro nasale tornano i sentori di prugna e caramella mou. Corpo pieno, rotondo, grande persistenza, bevuta non facilissima ma decisamente invitante. Attenzione all'alcol : 11% . Una vera delizia da provare con formaggi stagionati e carni rosse.
Degustatori : Elena Poli e Carlo Iervolino
Degustatori : Elena Poli e Carlo Iervolino
domenica 31 marzo 2013
Yule - La notturna
E' sempre difficile rimanere imparziali quando si degusta un'ottima birra prodotta oltretutto da amici.
Ecco questa sera la Yule birra a marchio Giratempo Pub di S.Albano Stura (Cn).
Dietro alle birre del Giratempo Pub c'è la famiglia Bottero al completo : Paola, proprietaria del locale, Lelio, un istituzione quando si parla di birra artigianale, Marianna , barista, fotografa e "responsabile" dell'aspetto grafico (e mannaggia a lei non mi fa mai vincere a ruzzle) e la signora Lella ai fornelli (direi indispensabile).
Ma lasciamo alla vostra curiosità maggiori informazioni tecniche sul Giratempo Pub e passiamo alla degustazione della Yule.
Versata nel proprio bicchiere produce una schiuma fine abbastanza persistente color cappuccino.
Il colore è scuro con qualche lievito in sospensione.
Lasciamo l'aspetto visivo, che è quello sempre meno soddisfacente per chi degusta, e passiamo al naso.
Un tripudio di toni caldi : cioccolato, torrefatto, liquirizia, caramello. Lasciata a temperatura ambiente nel bicchiere qualche minuto da il meglio di se al naso. Già al naso si scorge una nota dolce fruttata. L'erbaceo è invece ben nascosto dai toni caldi e dal torrefatto. Leggerissima nota liquorosa (credo dovuta all'alcool 8,5 % vol.)
Passiamo al primo sorso. Ritroviamo ad uno ad uno tutti i toni trovati dal naso. Le note di torrefatto che ricordano il caffè leggermente prevalenti.A seguire notiamo frutta secca tipiche di birre di questo genere. Dopo qualche sorso ritrovo la nota dolce, che a me ricorda molto la frutta molto matura, che ritroviamo anche degustando le scure belghe d'abbazia ( prugna ).
L'amaro presente grazie anche al torrefatto non è però invadente ( molto probabilmente perchè non è un amaro dato dall'uso massiccio di luppolo).
Il corpo è notevole ma anche l'alcool riesce a nascondersi e lo si ritrova solo degustando la birra senza fretta.
Ogni sorso porta qualcosa di nuovo ai nostri sensi per cui invito i consumatori a trovare altre sfumature e mi scuso per i miei sensi limitati che non hanno carpito molte sfumature.
Sicuramente una birra importante, da godersi durante le lunghe serate fredde in un posto caldo e accogliente.
Io la metto sicuramente tra le mie preferite e consiglio a chi ama questo tipo di prodotti di averne sempre una nella propria cantina.
(curiosità: dopo averla bevuta scrivevo a Lelio che la Yule mi ricordava una belga scura d'abbazia. La sua risposta è stata: "in effetti una delle birre che ha ispirato o che ricorda la Yule è la Val Dieu Gran Crù". Forse qualcosina di birra inizio a capirne pure io!)
Cervoisier : Alex Scalco
sabato 30 marzo 2013
Westwleteren 12
Premetto che sto parlando di una, se non la migliore, delle migliori birre al mondo.
Lo so che è come se parlando di calcio si volesse tessere le lodi del Barcellona dell'ultimo lustro.
Cominciamo quindi dal locale.
Ci troviamo allo Sherwood a Nicorvo (Pv) del mitico Nino Maiorano. Uno dei pochi posti, ancora rimasti, dove si può degustare la maggior parte delle buone birre esistenti con una buona scelta anche di artigianali italiane.
La storia della birra ve la risparmio (su internet trovate tutto e di più). Come sempre non sarà una scheda tecnica ma le impressioni di un umile bevitore.
Dopo aver ringraziato Nino che estrae dalla sua riserva la tappo 12 (Vol. 10,2%), la stessa mi viene servita nel suo bicchiere. Da grande ignorante quale sono scopro anche di non dover versare l'ultima parte, contenente i lieviti, se non a bicchiere vuoto senza sovrapporla a quella contenuta nel bicchiere.
Schiuma che non si lesina, fine persistente e color crema. Birra molto scura, sarà la luce del locale ma tra schiuma e colore uno potrebbe pensare di avere tra le mani una stout.
Al naso comincia la libidine. Leggero erbaceo, torrefatto, liquirizia, fruttato (frutta molto matura, a me ricorda la prugna). Al naso questi sentori non si sovrappongono. Ogni volta è un sentore diverso.
Anche in bocca ritroviamo tutto quello che abbiamo sentito al naso con in più un leggero caramello ed una sensazione liquorosa data probabilmente dal grado alcolico elevato.
Non stanca mai, ogni sorso è una scoperta. Il grado alcolico elevato si nasconde abilmente. Anche l'amaro, presente, si camuffa abilmente tra le mille sensazioni di questa birra.
Se non l'avete ancora bevuta (e la trovate), non potete perdervela.
Grazie Nino, ogni tanto un pò di questo nettare ci vuole.
Cervoisier : Alex Scalco
mercoledì 27 marzo 2013
Triplexxx di Croce di Malto
Eccoci di nuovo qui. Oggi torniamo ad un prodotto artigianale di casa nostra, la Triplexxx di Croce di Malto (in bottiglia da 33 cl.).
Tre come i tre cereali usati, i tre luppoli usati e le tre spezie usate.
Lo stile di riferimento è una strong ale belga.
Scordatevi il finale molto luppolato delle trippel belghe.
Preparatevi però ad un gran prodotto!
Schiuma piuttosto fine e persistenza nella norma, l'abbondanza dipende da troppe cose per cui non la valuto.
Colore giallo intenso che vira sull'ambrato. Piuttosto torbida con lieviti in sospensione.
Preparate il naso se siete amanti dei sentori dolci.
Dal bicchiere emana un profumo di frutta gialla matura con note di pera che si fanno decise qualche minuto dopo che la birra è stata versata! Oltre alla frutta notiamo note di malto, di spezie (pepe) e un piccolo passaggio acido appena accennato.
In bocca non delude e ritroviamo tutto quello che ci indicava il naso con la frutta e la pera a farla ancora da padrona. L'amaro si fa sentire proprio in fondo ma non ha abbastanza forza per contrastare la marea dolce!
Quello che rimane in bocca sono piccole note dolci ed un piccolo passaggio acido.
Io nella mia cantina non la farei mai mancare......attenzione però, in tutto questo rimane ben nascosto l'alcool (7,8% Vol.). Va giù bene ma attenti a non andare giù anche voi.
Cervoisier : Alex Scalco
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